Proverbi Emiliani Romagnoli - Linguarossa

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Proverbi
Emiliani Romagnoli
Buona lettura... ♥
Il proverbio viene definito spesso come la saggezza dei vecchi ed è senz’altro una saggezza che merita di essere tramandata ai giovani. A chi non è capitato di citarne qualcuno a conclusione di un discorso tanto per sottolineare quello che si è appena detto? Molti proverbi sono andati persi nel tempo e qui voglio continuare a tenerli in vita.
~ MODI di DIRE ~
Proverbi Emiliani Romagnoli


  ✔   L’aqua la fa mêl, e’ ven e’ fa cantê.
         -(L’acqua fa male, il vino fa cantare.)-


  ✔   I sold l’è come i dulur, ch j à i si tén.
         -(I soldi sono come i dolori, chi li ha se li tiene.)-


  ✔   L’è mei un mort ad chesa che un marchigien sla porta.
         -(È meglio avere un morto in casa che un marchigiano sulla porta.)-


  ✔   Ch’is loda us imbroda.
         -(Chi si loda s’imbroda.)-


  ✔   Un basta avèr rasòn, bsogna ch’i t’la dèga.
         -(Non basta avere ragione: bisogna che te la riconoscano.)-


  ✔   Al don in prinzìpi a gli è tot mel, e dop a gli è tot fel.
         -(Le donne all’inizio sono tutto miele e dopo sono tutto fiele.)-


  ✔   U j è chi ch’ mâgna par campê e chi ch’mâgna par s-ciupê.
         -(C’è chi mangia per vivere e chi mangia per scoppiare.)-


  ✔   A pânza pina u’ s rasòna mej.
         -(A pancia piena si ragiona meglio.)-


  ✔   Bon temp, salut e quatrèn i n’ stofa mai.
         -(Buon tempo, salute e quattrini, non stancano mai.)-


  ✔   E’ mond l’è fat in tond e chi ch’a n’ sa navighê e’ va a fond.
         -(Il mondo è fatto rotondo e chi non sa navigare va a fondo.)-


  ✔   Tre nebi a l' fa una piuva, tre piuv una fiumana, e tre fëst da bal una putana.
         -(Tre nebbie fanno una pioggia, tre pioggie una fiumana e tre feste da ballo una puttana.)-


  ✔   E' pass par quant l'è longh la gamba, e' bcôn par quant l'è lêrga la boca.
         -(Il passo per quanto è lunga la gamba, il boccone per quanto è larga la bocca.)-


  ✔   S't vù vivar in aligrì guêrdat'd davanti e no di drì.
         -(Se vuoi vivere con serenità guarda avanti e non dietro.)-


  ✔   Quand che al nuval al va a bulogna e piòv c’un s’vargogna!
         -(Quando le nuvole vanno verso Bologna, piove senza vergogna!)-


  ✔   I parint iè cumè e pes, dop tre dé i poza.
         -(I parenti sono come il pesce, dopo tre giorni puzzano.)-


  ✔   Quattrein e amizeiza velen piò dla giustezia.
         -(Quattrini e amicizia valgono più della giustizia.)-


  ✔   La dona l'è come l'arenga, l'è bona, ma ut fà murei.
         -(La donna è come l'aringa, è buona, ma prima ti fà morire.)-


  ✔   Dop avé dbù ignún vô dí la sù.
         -(Dopo aver bevuto ognuno vuol dire la sua.)-


  ✔   Dai e dai la zolla la dventa ai.
         -(Dai e ridai la cipolla diventa aglio.)-


  ✔   L’aqua la fa mèl, e vèn e fa cantè.
         -(L’acqua fa male, il vino fa cantare.)-


  ✔   L’è mei avèi e coul sèn sotta i calzoun rot che i calzoun sèn soura e coul rot.
         -(È meglio avere il culo sano sotto i calzoni rotti che i calzoni sani sopra il culo rotto.)-


  ✔   Un s’cheva un raign da un bous.
         -(Non si cava un ragno da un buco.)-


  ✔   I scurs d’la sera in va cun qui d’la matèna.
         -(I discorsi della sera non vanno d’accordo con quelli della mattina.)-


  ✔   La lengua l’an ha òss, la s’li tira toti adòss.
         -(La lingua non ha osso, se li tira tutti adosso.)-


  ✔   Piotòst che nient l’è mei piotòst.
         -(Piuttosto che niente è meglio piuttosto.)-


  ✔   Chi s-cèfla a tévla e canta alet, l'è un mat perfet.
         -(Chi fischia a tavola e canta a letto è un matto perfetto.)-


  ✔   L'è méj sudèr che tòsor.
         -(E' meglio sudare che tossire.)-


  ✔   I giurnél, i scrìv i fùrb e i lezz i patèca.
         -(I giornali sono scritti dai furbi e sono letti dagli sciocchi.)-


  ✔   La pulizia la sta ben dimpartot all’infura de portafoi.
         -(La pulizia sta bene ovunque tranne che nel portafoglio.)-


  ✔   Se tan cheg t’cagerè, se tan pes t’murirè.
         -(Se non caghi cagherai, se non pisci morirai.)-


  ✔   A lavurè sla la vanga e se badil us magna poc e us chèga stil.
         -(A lavorare con la vanga e con il badile si mangia poco e si caga sottile.)-


  ✔   Se ta t’incaz tfé dopia fatiga.
         -(Se ti arrabbi fai due volte fatica.)-


  ✔   La sera leun, la matena quàun.
         -(Alla sera leoni, la mattina quaglioni.)-


  ✔   Nóra e madóna, l’è un parsótt anch da taièr.
         -(Nuora e suocera, è un prosciutto ancora da tagliare.)-


Grazie della visita...

L'Emilia-Romagna è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia nord-orientale con 4 460 580 abitanti. Prefigurata nel 1948, venne istituita ufficialmente il 7 giugno 1970 e ha come capoluogo la città metropolitana di Bologna. Confina a nord con Lombardia e Veneto, a ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a sud con Liguria, Toscana, Marche e la Repubblica di San Marino. A est è bagnata dal Mare Adriatico.
L’Emilia Romagna offre al visitatore paesaggi mozzafiato, meraviglie per gli occhi e per lo spirito in un misto di colori e profumi della terra, di allegria, di musica, di cinema, di arte.
L'Emilia-Romagna è composta dall'unione di due regioni storiche e geografiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e la maggior parte della Città metropolitana di Bologna.
la Romagna, che comprende le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e i comuni della Città metropolitana di Bologna situati a est del torrente Sillaro.
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